Non si tratta d’Europa sì o no

21 AGO 20
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La crisi dell’Europa si riassume in una sola frase: non può esistere unamoneta senza uno stato. Lo si scrive e lo si commenta da anni, ma nulla ècambiato. In una situazione del genere, mai vista nella storia, lo statopiù forte è destinato a dettare le regole economiche agli altri, comeaccade oggi. Non sono in agenda l’unione politica e nemmeno una bancacentrale che batte moneta e assume il debito pubblico degli stati. E’ ilnulla, non l’Europa; e la contrapposizione elettorale fra europeisticontro anti europeisti suona fasulla. Il voto Italiano, con ideologie esfumature diverse, vede gli euroscettici (Lega, Grillo, FDI e Tsipras)superare il 30%. Restare nell’euro, che oggettivamente ha avvantaggiatosolo i Tedeschi, è un lento suicidio e poche o nulle possibilità diripresa. Uscire dall’euro significa una svalutazione a due cifre chepenalizza i nostri capitali e risparmi, ma con prospettiva di rinascita.Nella situazione data, non ci sono molte possibilità. Spesso i falsieuropeisti ricordano che la UE mantiene la pace nel continente. Fino a ieriera vero. Con una crisi formidabile da cui si esce con uno stato che battemoneta e svaluta l’euro, che non è in agenda, aumenterà l’odio fra ipopoli e la tentazione totalitaria in singoli paesi si consoliderà. La pacesi garantisce con azioni volte al benessere delle persone non con oligarchieche rispondono a uno stato soltanto. Esiste un’anomalia italiana, nonc’è dubbio, ma è forte l’anomalia tedesca che ancora una volta dominal’Europa senza comprendere nulla dal passato e sorvola, senza capire, lediversità che esistono nel continente.